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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Bellano
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mwiaBellano (mwiqBelàan in mwigdialetto comascocite-ref-222-5-0[5], pronuncia fonetica IPA: /beˈlãː/), è un mwkacomune italiano di mwkq3 355 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlgprovincia di Lecco in mwlwLombardia, situato sulla sponda orientale del mwmaLago di Como. Confina a nord col comune di mwmqDervio, a est con i comuni di mwmgValvarrone e di mwmwCasargo, a sud con i comuni di mwnaTaceno, mwnqParlasco e mwngPerledo, mentre a ovest è interamente bagnato dal lago di Como.

Contents

Storia
Simboli
Altro
Note

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Geografia fisica

Storia

Il territorio di Bellano era forse già abitato in mwpqepoca romana. Nel secolo scorso furono frequenti i ritrovamenti di sepolture d'età romana. In questo periodo storico era attraversato dalla mwpgmwpwvia Spluga, mwqastrada romana che collegava mwqqMilano con il mwqgpasso dello Spluga.cite-ref-6[6]

Nel mwsa905,cite-ref-0522222233-7-0[7] ma con probabilità già da alcuni secoli, la città era di proprietà dell'mwtqarcivescovo di Milano, che vi aveva fissata una sua residenza da cui amministrava la giustizia civile.cite-ref-05222222334-8-0[8]

Stando a quanto riferisce un documento d'archivio, conservato nel mwuwmonastero milanese di Sant'Ambrogio, nell'anno 905 si sarebbe tenuto un processo nel quale l'arcivescovo mwvaAndrea da Cantiano avrebbe fatto da giudice in una disputa che vedeva contrapposti gli abitanti di mwvqLimonta all'abate dello stesso monastero, e durante il processo lo stesso arcivescovo avrebbe risieduto nellmwvg'«mwvwaula solarii Curtis sancti Ambrosii, que Belano dicitur sita iuxta laco comense»,cite-ref-9[9] ossia nel mwxa«soleggiato palazzo della corte di Sant'Ambrogio che è detta Belano, sita presso il lago comense».

Si è molto discusso sull'origine della mwxgPieve, forse già del VII secolo, vista anche l'antichità della titolazione ai santi Nazaro e Celso, ai quali poi si aggiunse san Giorgio. Ad ogni modo, la Pieve di Bellano è menzionata nel mwxwmwyaLiber Notitiae Sanctorum Mediolanicite-ref-1-10-0[10] di mwzqGoffredo da Bussero.

Passata come la Valsassina sotto il controllo dei mwzwTorriani, venne poi non senza contrasto in possesso dei mwaaVisconti dalla fine del Duecento, e dal mwaq1370 godette del diritto di formulare i propri Statuti. La città tre-quattrocentesca rivestiva una posizione di rilievo nel Lario: le mwagmuracite-ref-0-11-0[11], il Pretorio, la vecchia Parrocchiale presso il mwbwPioverna, i numerosi palazzi, la precocità dell'insegnamento (scuole grammaticales sono attestate dal 1417) conferivano a Bellano notevole prestigio, che spiega sia la frequenza dei saccheggi (celebre quello veneziano del 1447), terminati nel mwca1454 con la mwcqpace di Lodicite-ref-062-12-0[12], sia le resistenze ai tentativi d'infeudazione (nel 1467 ai Rusca, nel 1471 a Lorenzo da Pesaro), fino all'assegnazione nel mwdg1480 del mwdwContado della Riviera con Bellano, mweaMandello del Lario e mweqVarenna, e l'anno successivo si aggiunsero mwegDervio, mwewCorenno e mwfaMonte Introzzocite-ref-13[13], a mwgqPietro II Dal Verme, conte di mwggBobbio, mwgwVoghera, mwhaCastel San Giovanni e tutta la mwhqval Tidone, mwhgPieve di Incino e mwhwValsassina, che muore avvelenato dalla moglie nel mwia1485, e il feudo viene assegnato a Chiara Sforza, figlia di mwiqGaleazzo Maria Sforza, vedova Dal Verme. Nonostante le frequenti espropriazioni e i danni (distruzione delle mura per volontà del mwigMedeghinocite-ref-062-12-1[12], nel mwjw1531cite-ref-14[14]), la Sforza seppe mantenere il controllo della situazione fino alla morte (mwla1530), mentre nel mwlq1533 i suoi eredi mwlgFregoso preferirono cedere Bellano e gli altri feudi agli mwlwSfondrati. Notiamo con interesse come proprio gli anni 1520-1530, tumultuosi e spesso drammatici, videro in Bellano una notevole fioritura d'arte, ben testimoniata nella fabbrica della Parrocchiale.

Dal 1533 al mwmq1788 la città fu parte importante del feudo mwmgSfondrati della Riviera, pur subendo dure prove come le pestilenze del 1576-1577 e 1630 e i saccheggi Montalto (1629) e Rhoan (1634). Con la morte dell'ultimo Sfondrati, nel 1788 Bellano ritornò a essere proprietà demaniale del mwmwDucato di Milano.cite-ref-062-12-2[12]

Il 1º gennaio 2020 ha incorporato il territorio del comune di mwoqVendrogno.

A novembre 2021 entra a far parte del circuito de mwowI borghi più belli d'Italia.

Simboli

Lo stemma comunale è stato concesso con mwqgdecreto del presidente della Repubblica del 30 settembre 2021cite-ref-governo-15-0[15], il quale ha "aggiornato" la precedente concessione, avvenuta con decreto del mwrwcapo del Governo del 6 dicembre 1928cite-ref-acs-16-0[16]:

«Interzato in

mantello ricurvo

, nel PRIMO: d'azzurro, alla torre di rosso

merlata alla ghibellina

di due pezzi, murata di nero, aperta e finestrata di un pezzo, dello stesso, cimata da una

corona di alloro

al naturale, fondata su una pianura di verde ed accostata dalle lettere maiuscole di nero A e N; nel SECONDO:

campo di cielo

, alla barca con vela al naturale, navigante su un mare d'argento e d'azzurro; nel TERZO: d'argento, al

biscione

di verde, coronato d'oro, ondeggiante in palo, ingollante a metà un bambino ignudo di carnagione, capelluto di castano al naturale ed accostato dalle lettere maiuscole di nero I e O. Al capo di rosso, caricato da un giglio d’oro. Ornamenti esteriori da Comune»

(D.P.R. 30 settembre 2021)

Gli elementi costitutivi dello stemma, presenti fin dal 1928, sono i simboli di due importanti famiglie gentilizie legate al territorio, i mwtgDella Torre o Torriani (una torre con le iniziali A e N) e i mwtwVisconti (un biscione con le lettere I e O, iniziali di mwuaIoannes, ovvero l'arcivescovo di Milano mwuqGiovanni Visconti); all'interno della "mantellatura" costituita dai suddetti emblemi, l'effigie della nave che fende i flutti evoca la posizione della cittadina di Bellano, sulle sponde del lago di Como. Il decreto presidenziale del 2021 ha aggiunto al disegno il capo rosso col giglio d'oro, che riprende lo stemma del soppresso comune di mwugVendrogno.

Il gonfalone è un drappo di azzurro caricato dell'arma comunale; originariamente concesso con mwvaregio decreto del 22 febbraio 1934cite-ref-acs-16-1[16]cite-ref-17[17], è stato a sua volta modificato nel rispetto del già citato D.P.R. del 30 settembre 2021.cite-ref-governo-15-1[15]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• La mw0qchiesa dei Santi Nazaro e Celsocite-ref-18[18] risalente al mw1g1348, riconosciuta come monumento nazionale è una costruzione in stile tardo romanico, notevolmente restaurata; all'esterno, sulla facciata, il rosone presenta una pregevole cornice di grandi dimensioni; tra il portale e il rosone è situata una edicola gotica impreziosita da una statua di mw1wmw2aSant'Ambrogio oggi locata all'interno. All'interno sono presenti molti affreschi risalenti al mw2qXVI secolo.cite-ref-19[19]
• La mw3wchiesa di Santa Martacite-ref-20[20] edificata nel sec. XIV, conserva al suo interno il gruppo ligneo del 1500 di mw5aGiovanni Angelo Del Maino con nove figure raffiguranti la mw5qdeposizione.
• La mw5wchiesa di San Grato nella frazione di mw6aVendrogno.
• La chiesa di Sant'Andrea (XIII-XVII secolo),cite-ref-21[21] nella frazione Bonzeno,cite-ref-22[22] citata nel mw8gmw8wLiber Notitiae Sanctorum Mediolanicite-ref-1-10-1[10].
• Il santuario della Madonna delle Lacrimecite-ref-23[23] (1690-1704), in località Lezzenocite-ref-12-24-0[24] e in stile barocco, venne eretto in seguito a un presunto evento miracoloso di mwaqilacrimazione di sanguecite-ref-23-25-0[25] da parte di un'icona mwaqcmariana.cite-ref-12-24-1[24] Secondo la tradizione, l'episodio sarebbe avvenuto il 6 agosto 1688cite-ref-26[26].cite-ref-12-24-2[24] Esattamente due anni dopo ci sarebbe stata la posa della prima pietra del santuario, completato agl'inizi del 1704 e consacrato nel 1896 da mwarqAndrea Carlo Ferrari.cite-ref-123-27-0[27] Il 6 agosto 1938, mwarkAlfredo Ildefonso Schuster dotò l'effigie di una corona.cite-ref-123-27-1[27] All'interno del Santuario trova inoltre posto una pala d'altare raffigurante una mwar4Gloria di San Giuseppe (XVII secolo)cite-ref-12-24-3[24].
• L'oratorio dei Santi Bernardino e Sebastiano (XV secolo),cite-ref-28[28] in località Ombriaco,cite-ref-29[29] citata negli atti della mwaswvisita pastorale di mwas0Feliciano Ninguarda.cite-ref-12-24-4[24]
• L'oratorio di San Roccocite-ref-30[30], nei pressi del cimitero, piccola chiesa definita «molto bella et aerosa» da mwatcParide Cattaneo della Torre.cite-ref-121-31-0[31]
• La ex chiesa di San Nicolaocite-ref-32[32], già attestata come sede di mwaueUmiliaticite-ref-183-33-0[33] fin dagli anni mwauy1295-mwauc1298, situata dove un tempo si trovava una mulattiera che conduceva in mwaugValsassina.cite-ref-121-31-1[31]
• La chiesa di San Gottardo, in località Orocite-ref-12-24-5[24]
• La chiesa di San Carlo, in località Pradellocite-ref-12-24-6[24]cite-ref-34[34]
• La chiesa di San Domenico, in località Pendagliocite-ref-12-24-7[24]
• La chiesa di San Francesco da Paola, in località Biosiocite-ref-12-24-8[24]

Architetture civili e militari

• Porta fortificata di Novareno (XVI-XVII secolo)cite-ref-35[35]
• Villa Bertarini (1890)cite-ref-36[36]
• Villa Virginiacite-ref-37[37]
• Ex-mwaxscotonificio Cantoni (1898)cite-ref-38[38]
• Istituto Vitali (1922-1924)cite-ref-39[39]
• Scuola elementare Tommaso Grossi (1933-1938)cite-ref-40[40]

Altro

• Monumento a mway0Tommaso Grossicite-ref-062-12-3[12], opera di mwaziAntonio Tantardini, inaugurata il 10 settembre 1876.cite-ref-41[41]
• Monumento a mwazgSigismondo Boldonicite-ref-062-12-4[12], opera dello scultore Branca inaugurata l'11 settembre 1898.cite-ref-42[42]

Aree naturali

• mwaaqOrrido di Bellano, mwaauforra presente nel comune.

Società

Il primo mwaagconsiglio comunale fu eletto nel mwaak1821.

Evoluzione demografica

• mwaa01 000 nel mwaa41751
• mwaba1 138 nel mwabe1771
• mwabm1 508 nel mwabq1803
• mwaby1 574 nel mwabc1805
• mwabk2 303 nel mwabo1853
• mwabw2 576 nel mwab01859

Abitanti censiticite-ref-43[43]

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2019 gli stranieri residenti nel comune erano 156, ovvero ilmwacu % della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenticite-ref-44[44]:

1. Marocco, 45
2. Romania, 25

Tradizioni e folclore

Pesa vegia

La mwac4Pesa vegia è un appuntamento delle festività natalizie, una manifestazione con alle spalle oltre 400 anni di storia che ogni anno il mwac85 gennaio si ripresenta ai suoi visitatori. Molte sono le leggende e le ipotesi sorte negli anni intorno alla nascita di questa manifestazione. Dal lavoro di ricerca svolto recentemente da Antonio Rusconi (e sfociato nella pubblicazione del libro mwadaPesa Vegia tra leggenda e realtà), viene documentata come più verosimile una datazione intorno al 1605, anno in cui vi fu l'emanazione di una grida, a cura del Governatore mwadePedro Acevedo, Conte di Fuentes, che annullava una precedente sua riforma del 1604 e ripristinava in uso le vecchie unità di misura (da qui il nome mwadiPesa vegia).

I bellanesi festeggiano questo evento ogni anno da 4 secoli, anche in tempo di guerre e privazioni, inscenando il corteo dei mwadqRe magi, la corsa delle Pese per le vie del paese e il falò sul molo. Negli anni molti sono stati i cambiamenti e le innovazioni nel modo di festeggiare la lieta novella. E vengono così alla luce nel secondo Novecento il governatore e la lettura dell’editto dal balcone del municipio, il presepe vivente, il castello di re Erode e altro ancora.

Economia

Per secoli, e probabilmente almeno dal mwadcTrecento,cite-ref-45[45] l'economia di Bellano si è retta principalmente sulla mwadwviticoltura, essendo questa una delle aree di produzione storica dove maggiore era la qualità del vino prodotto, anche in conseguenza di una certa specializzazione, già evidente sul finire del Settecento.cite-ref-46[46] La vite era coltivata sia sul piano di Coltogno, sia in costa, sui così detti mwaeeronchi, ossia superfici fortemente ripide, mwaeicoltivate a terrazze e sorrette perlopiù da muri a secco, che all'apice della loro estensione arrivarono a superare i 130 ettari.cite-ref-47[47]

Vini tipici di Bellano erano il cosiddetto mwaegclaretto (un bianco), il cosiddetto mwaekvin del tecc (una sorta di mwaeoMarsala) e il mwaesvino di paglia (ottenuto facendo fermentare uva passa sulla paglia).cite-ref-48[48] La viticoltura bellanese entrò in declino già alla metà dell'mwafaOttocento e vani risultarono tutti i tentativi per invertirne la traiettoria, da ultimo negli mwafeanni Trenta del mwafiNovecento, quando risultava comunque ancora estesa.cite-ref-49[49] All'inizio degli mwafcanni Ottanta resisteva soltanto in alcune aree residuali,cite-ref-50[50] essendo stata per il resto abbandonata al bosco o scalzata dall'urbanizzazione. Oggi le superfici agricole ancora esistenti si presentano in parte prative e in parte occupate dall'mwafwolivo, coltura presente a Bellano anche in epoca storica,cite-ref-51[51] ma mai specializzata prima degli ultimi decenni.

Tra la metà dell'mwagcOttocento e gl'inizi del mwaggNovecento erano inoltre attivi molti mwagkopifici, in numero tale da rendere Bellano uno dei più fiorenti centri industriali del Lario dopo mwagoComo e mwagsLecco.cite-ref-52[52] Tra le più fiorenti attività industriali presenti sul territorio bellanese figurava il mwahaCotonificio Cantoni.

Oggi Bellano è nota principalmente come località turistica.cite-ref-53[53]cite-ref-54[54]

Nel mwahsCinquecento erano documentate attività di mwahwcontrabbando sia nel territorio bellanese che in quello di mwah0Varenna.cite-ref-55[55]

Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

Il comune dispone di una mwaiostazione ferroviaria posta sulla mwaisferrovia Tirano-Lecco. La stazione è servita dai mwaiwtreni regionali in servizio sulla tratta da mwai0Sondrio a mwai4Lecco, e dai mwai8RegioExpress in servizio sulla tratta da mwajaTirano a mwajeMilano.

Navigazione

Bellano dispone di un ormeggio servito dalle imbarcazioni della navigazione pubblica sul mwajqlago di Como.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Riccardo Tanghetti | lista civica | sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Sandro Cariboni | lista civica | sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Sandro Cariboni | lista civica | sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 16 maggio 2011 | Pierluigi Vitali | lista civica | sindaco | |
| 16 maggio 2011 | 5 giugno 2016 | Roberto Santalucia | lista civica "Bellano bella" | sindaco | |
| 5 giugno 2016 | in carica | Antonio Rusconi | lista civica "Bellano guarda avanti!" | sindaco | |

Galleria d'immagini

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwalmmwalqmwaluBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwalydemo.istat.it, mwalcISTAT.
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cite-note-divamm-sismica-32. mwal8mwamamwameClassificazione sismica (mwamimwammXLS), su mwamqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwamgmwamkmwamoTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwamsmwamwPDF), in mwam0citerefmwam4Leggemwam8 mwana26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaneAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwani 151. mwanmURL consultato il 25 aprile 2012 mwanq(archiviato dall'mwanuurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-4545. Una serie di minuziose norme regolava e tutelava la viticoltura già all'interno degli mwa7yStatuti di Bellano del mwa7c1370, come pure in quelli mwa7gdi Dervio e Corenno del mwa7k1389. mwa7omwa7sBorghi et al. (2011), mwa7wmwa70Anderloni (1913).
cite-note-4747. mwa8cmwa8gBonardi e Mastrovito (2019),mwa8k pp. 110-112; mwa8omwa8sMastrovito (2024),mwa8w pp. 278-279, 291-292. Più nello specifico, pur con gli ovvi limiti dei dati analizzati, la lettura delle superfici rilevate nei diversi catasti storici offre una chiara traiettoria dell'evoluzione delle coltivazioni ronchive bellanesi: 72,5124 ha nell'Estimo di Carlo V (mwa841558); 94,9733 ha (+23,65%) nel mwa88Catasto milanese (mwa9a1731); 136,6290 ha (+30,49%) nel Catasto lombardo-veneto (mwa9i1828/mwa9m1866); 118,3375 ha (-15,46%) nel Catasto italiano (mwa9u1888/mwa9y1897).
cite-note-4848. mwa9omwa9sBrivio,mwa9w p. 224
cite-note-5050. mwa-ymwa-cBertarini Monti e Rusconi (2012)
cite-note-5151. mwa-smwa-wBonardi e Mastrovito (2019),mwa-0 pp. 110-112 Basti osservare l'esiguo numero rilevato nell'mwa-4Ottocento dal Catasto lombardo-veneto, che corrispondeva a meno di un terzo di quello dei gelsi presenti all'interno del territorio comunale.
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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• mwbdeBellano, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwbdqBellano - LarioOrientale.eu, su larioorientale.eu. URL consultato il 17 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2012).